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In quei volti m’avresti veduto

1 Agosto 2008

 

In quei volti m’avresti veduto

(Isaia 52, 14: "sfigurato era il suo volto al di là di quello di un uomo;  53, 3: "disprezzato…come uno davanti al quale ci si copre la faccia, era disprezzato e non ne avevamo alcuna stima".

Matteo 25, 35-36: "ero straniero e mi avete ospitato…ero carcerato e siete venuti a trovarmi".

Sant’ Agostino, Sermo 25, 8: "Ciascuno di voi è in attesa di vedere Cristo seduto in cielo: ma badate che Cristo è qui, che sta disteso sotto un porticato, badate che ha fame, che ha freddo, che è povero, che è lo sconosciuto che ti passa accanto").

 

 

"Nei fiori dei campi,

nel verde dei prati,

nei boschi ricchi di ombre

accese da raggi di sole

filtrati tra i rami e le fronde,

nel vento nell’acqua nel mare

nei monti bianchi di neve,

nel cielo stellato,

nel cielo dal sole di luce inondato,

di te la presenza ,

Signore,

ho sentito,

la tua presenza, Signore, ho provato,

ma il tuo volto, o Signore, non vidi

il tuo volto, o Signore, non l’ho mai trovato.

 

Nelle chiese al cielo innalzate,

dove il meglio di sé

gli artisti hanno dato,

ho capito, o Signore,

che il bello ch’è in noi,

da te viene dato,

da te è destato.

Ma il tuo volto, o Signore, non vidi,

perché, mio Signore, non l’ho mai trovato?".

 

Queste parole ho detto,

le ho dette al mio Signore,

ma lui non m’ha risposto

oppur’ non ho sentito

quello che mi diceva.

Ma se capace fossi

d’udirlo quando parla,

credo che sentirei

da lui queste parole

 

"Sei stato nel cercare

troppo precipitoso,

ché subito volevi

il volto mio glorioso,

quello che solo in cielo

sarà  poi contemplato.

Ma c’è l’altro mio volto

che qui trovato avresti

se con maggior coraggio

l’avessi tu cercato:

 

Se lo straniero nel volto guardavi

quello da te con fastidio evitato,

se ‘n volto guardavi

chi cerca lavoro

e non gli vien dato,

se ‘l volto guardavi

confuso dolente smarrito,

talora impietrito,

di quella persona che sta spaventata

di tutto e di tutti

perché troppo poco o male fu amata,

se ‘l volto guardavi di quelli

davanti ai quali si chiudono gli occhi

si gira la faccia per non vedere,

in quel volto in quei volti m’avresti veduto,

in quei volti tu allora mi avresti trovato".

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

                                                              Luglio 2008

 

 

 

 

 

 

  1. 1 Agosto 2008 a 23:43 | #1

    si gira la faccia per non vedere, troppe volte……

  2. 1 Agosto 2008 a 23:59 | #2

    cerchiamo Dio sempre chissà dove…ed invece ce l’abbiamo davanti.

    ogni giorno.

    per tutta la vita.

    qualcuno lo vede.

    altri scelgono di continuare a cercare…quasi fosse un alibi per non doversi troppo guardare dentro.

    chè guardare Dio non può prescindere dall’avere il coraggio di guardarsi dentro…

    :)

  3. 2 Agosto 2008 a 22:45 | #3

    Ciao,ti ho visto da Ivy e sono venuto qui.

    Hai un blog metafisico,ed un poco invidio le tue certezze…ho guardato, guardo il volto dello straniero, ho cercato il Cristo sdraiato sotto i portici o nei sotterranei delle stazioni..non l’ho trovato,non sono riuscito a sollevarlo , mi chiedeva solo sigarette o una birra, o qualche spicciolo…

    Perchè non sono riuscito a sedermici accanto , a parlargli,

    a vivere per un attimo , un giorno, un tempo la sua vita?

    Questa domanda mi assilla !

    Ciao Ariosto , ripasserò :)

  4. 5 Agosto 2008 a 18:47 | #4

    ah… ma allora dream mi segue proprio, ha ha ha vabbè…….

    ma l’hai scritta tu la poesia? hai riportato le citazioni di isaia e soci ma nessuno per la poesia.

    andando nel sociale credo che ciò che rende malsano il mondo sia la mancanza di responsabilità. e non è questione di fede perchè nemmeno servirebbe di vedere dio nel prossimo, basterebbe capire che è un altro umano. Perchè se uno non rispetta i diritti umani degli altri, o non li aiuta in quanto umani, allora vuol dire che “imbecillemente” si sente più umano degli altri… peccato che l’intelligenza umana stia proprio nella capacità di essere responsabili di ciò che causa il proprio modo di vivere.

    uhm ero passata per un salutino e ti ho lasciato una filippica :-) ))

    ciao

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